Papà

Quindi alla fine, come sempre, tu avevi ragione e noi torto… noi che sempre preoccupati ti chiedevamo di smettere di fumare e tu che parafrasando Woody Allen ci dicevi che se avessi smesso saresti vissuto una settimana in più, ma quella settimana avrebbe piovuto. Quando ti dicevamo che eri irresponsabile, che poteva succederti qualcosa, rispondevi che un giorno te ne saresti andato via senza neanche accorgertene, e non avresti infastidito nessuno con qualsiasi malattia… è così è stato, come sempre hai voluto avere l’ultima parola, papà, e come sempre hai fatto le cose in grande.
Guarda quanti siamo, tutti qui per te: ad ognuno di noi hai insegnato qualcosa, ad ognuno di noi hai regalato una parte di te. Ci hai fatto a volte arrabbiare, ci hai fatto sempre sorridere, ma soprattutto ti sei fatto amare incondizionatamente, così come hai amato tu. Diceva Bukowski: L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino… ecco papà, tu sei stato un’anima libera, hai vissuto guardando il mondo con gli occhi di un bambino, hai detto le tue verità anche quando non erano comode, hai vissuto la tua vita come desideravi, e come desideravi te ne sei andato. A noi resta la gioia di averti avuto, di aver provato quel senso di benessere e di pace nell’averti vicino, a noi resta la tua arte… e a me, e solo a me, resta il tuo immenso ed unico amore di padre, che mai mi potrà abbandonare. Ciao Papà.

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6a Festa dell’Etica nello Sport” a Roma lunedì 16 Maggio 2016

etica 2Anche quest’anno il MECS, Movimento per l’Etica, la Cultura e lo Sport, organizza la “Festa dell’Etica nello Sport”, una giornata in cui, attraverso la pratica sportiva, si educano i ragazzi al rispetto delle regole nello sport ed anche nella vita; il gioco ed il divertimento si fanno veicolo del “messaggio etico” che il MECS continua a diffondere tra i più giovani attraverso lo sport.

Da questa edizione l’evento sarà dedicato alla memoria di Andrea Scozzese, ex atleta azzurro della pallamano e Presidente della società Volleyrò Casal de Pazzi, prematuramente scomparso lo scorso dicembre. A tal proposito, Paolo Del Bene aprirà la giornata con la consegna di una targa in ricordo di Andrea, alla moglie Simona ed alla figlia Ludovica Scozzese.
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La “6a Festa dell’Etica nello Sport” si terrà a Roma il 16 Maggio 2016, dalle ore 9.00 alle 13.30 presso il Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa “Giulio Onesti” – Largo Giulio Onesti 1, e vedrà la partecipazione di circa 1400 ragazzi, provenienti da scuole Secondarie di Primo e Secondo grado, che saranno impegnati nelle varie attività sportive proposte: basket, calcio, rugby, volley, golf, atletica leggera, scherma, badminton, shuttlecock, tiro con l’arco, canottaggio.

Anche in questa edizione, completerà il programma della Festa una tavola Rotonda, sul tema “Comunicare attraverso lo sport… un corretto stile di vita”, condotta da Paolo Assogna, giornalista di Sky Sport.

Tra gli ospiti della manifestazione,presentata anche quest’anno da Livia Azzariti, ci saranno Enrico Costa, Ministro per gli Affari Regionali Autonomie e Sport, cui è affidato l’indirizzo di saluto, Gianni Rivera, Presidente del MECS, Giancarlo Abete, Vice Presidente UEFA, Andrea Abodi, Presidente LNPB, Gualtiero Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Antonio Lombardo, Presidente del corso di Laurea di Scienze Motorie Tor Vergata, Enrico Lubrano, (Docente Università LUISS), Claudio Barbaro (Presidente ASI),Fabio Pagliara (Segretario Generale FIDAL), Sara Farnetti (Specialista in Medicina Interna e nella fisiopatologia della nutrizione) e Pierluigi Sassi, Presidente EarthDayItalia. Nel corso dell’evento Antonino Viti, presidente ACSI, presenterà il bilancio della 1° edizione del progetto “I Semi dell’Etica”.

La “6a Festa dell’Etica nello Sport” è realizzata in collaborazione con il MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il patrocinio del CONI, del CIP, con il sostegno dell’ACSI, dell’ASI e di Panini Italia e la partecipazione di: Lega Serie B, FIDAL, FIG, FIPAV, FIS, FIBa, FISHU, FIC e FITArco e in collaborazione con: Associazione Sportiva Luiss, AS ROMA Scuola Calcio, MSA, Club Scherma Roma, Corso di Laurea in Scienze Motorie – Università di Roma Tor Vergata, Associazione Sportiva Dilettantistica Esercito Sport eGiovani, Gruppi sportivi Fiamme Gialle, Banca del Fucino, Stegip, Imprinting, 3Store, Sport Club Magazine, Corriere dello Sport, Istituto Manfredi Azzarita, Istituto Calasanzio, Irish Institute e Centro Studi di Diritto, Economia ed Etica dello sport.

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Lettera a una mamma. Romanzo breve

Mamma

Prologo

15/03

Non piangere mamma… lo sento quanto sei stanca, sento i tuoi singhiozzi dentro, so che non parli più perché il dolore ti chiude la gola, ma io sono ancora qui, non ti ho lasciato, ti tengo stretta. Lo sai, io ci provo a renderti felice mamma, perché da subito tu hai reso felice me. Lo hai fatto con la tua voce, che mi culla ogni la mattina mentre mi racconti dei miei fratelli, o quando ti sento giocare e cantare con il più piccolo, e poi mi dici che io ancora sono un segreto, ma che quando scopriranno che ci sono impazziranno di gioia come hai fatto tu. Mi rendi felice soprattutto quando vai in giro da sola per strada e parli ad alta voce con me, perché non ti interessa che le persone pensino che sei matta, anzi, mi racconti che la cosa che ti rende più orgogliosa è quando i miei fratelli maggiori dicono di non avere una mamma normale, e lo dicono con amore, perché adorano giocare con te, guardare le stelle immaginarie sul soffitto del salotto, giocare a calcio in casa, ballare sulle note della pubblicità.
Ora vai a dormire tranquilla mammina, quando ti sveglierai prometto che sarò ancora qui, o almeno ci proverò, lo sai che già farei di tutto per non deluderti, anche se so che non ci riuscirei mai, perché tu dici sempre che l’amore di una madre per un figlio non conosce la parola delusione.

Il diario

14/02

Eccomi. Un giorno fortunato per essere concepito, il giorno dell’amore, dicono. Io lo so perché qui dentro si ha la saggezza del tutto, la perderò quando uscirò dalla tua pancia ma per il momento mi godo il mio sapere ed il tuo amore. Perché io già lo sento il tuo amore, mammina, tu che ancora non sai che ci sono ma già lo speri, e io non vedo l’ora che tu lo scopra. So che oggi è domenica, proprio una bella giornata per decidere di provarci, papà è allegro, tu gli hai portato una rosa e hai preparato una cenetta speciale, ogni giorno è una festa per voi, vero? Voli come una farfallina felice di stanza in stanza, piena di cose da fare, pensando che oggi potrebbe davvero essere il giorno buono, ma io so che in fondo in fondo, tu in realtà non stai solo sperando, perché lo senti già che io ci sono.

09/03

Ti sentivi proprio stanca oggi, vero mammina? Sicuramente è per questo che hai preso il coraggio a due mani e sei andata a comprare il test, sono giorni che proprio non ce la fai a tenerti in piedi, hai problemi di salute, ma in realtà speri che tutto sia riconducibile a me, perché di nascosto già mi parli. Certo le cose strane che fai questi giorni non le hai fatte con i miei fratelli, però ora sei più grande, sei più stanca, mi racconti i tuoi problemi quasi a giustificarti, ma a me non interessa cosa fai, non preoccuparti, a me basta che tu ci sia. Adoro il suono della tua voce, mi piace che nel dubbio già parli con me e non vedo l’ora che torniamo a casa, che tu faccia quel test, per poter finalmente raccontare tutto a papà, per dirgli che ora diventiamo sei, la famiglia numerosa che sognavi, un amore che si moltiplica all’infinito.
Ecco, fai pipì su quel coso, e aspetti…
Dai mamma, leggi cosa c’è scritto.
Ora è vero, non sono solo una sensazione: sei incinta!
Eccola, è apparsa la parola magica, quella che cambia ogni volta la vita, ma tu ne eri sicura, vero mammina? Allora, perché hai paura? Cosa hai, cosa succede? Non sei felice?

14/03

Hai fatto un brutto sogno e ti sei svegliata all’alba. Stai cercando di tranquillizzarmi ma in realtà hai solo bisogno di essere rassicurata tu. Hai sognato che andavo via, ma io sono qui, appiccicato a te, come una Big Babol rosa, proprio come gli altri miei fratellini, sempre vicini, morbidi ed appiccicosi.
Quanto ti piace sbaciucchiarli, vero mamma? Non vedo l’ora di sentire le tue labbra sulle mie, di odorare la tua pelle, sono sicuro che sai di buono, qui dentro sento odore di spezie – cannella, vaniglia – devi essere davvero profumata, mammina mia! Dai, comincia la tua giornata, tu che vai sempre di corsa, non ti siedi mai. Che fatica stare con te, mammina! Meno male che mi porti tu in giro, al calduccio, nel morbido del tuo grembo.
Per fortuna che sto con te, mamma amore mio.

16/03

Buongiorno mamma! Anche stamattina ti sei svegliata all’alba, ho sentito che ti muovevi piano piano per non svegliare nessuno. Ti sei fatta il caffè e un’altra giornata è iniziata.
Hai visto? Sono qui, te lo avevo promesso, ti faccio compagnia io, mentre ancora dormono tutti. Tutti tranne papà, poverino, che ogni mattina all’alba si sveglia preoccupato e anche se rimane a letto facendo finta di dormire, io lo so che vorrebbe tenerti stretta e portare via con un bacio tutto il tuo dolore e le tue paure. Ma solo tu puoi, mammina, soltanto tu puoi riuscire a sorridere e a sperare, lo sai.
Tutto l’amore che hai intorno deve bastarti e se poi riuscirò a darti anche il mio saremo felici entrambi, ma se non arriverò devi essere felice lo stesso, ricominciare a gioire di ciò che hai come hai sempre fatto.
Ti voglio già così bene, mamma, anzi ti amo, come mi dici tu, sei tutto il mio mondo. E mi dici anche che sarai sempre qui, ad aspettarmi, quando crescerò e andrò via da te e farò cose bellissime. Ma io non riesco proprio a capire perché dovei andare via da te, nessuno può davvero aver voglia di allontanarsi dal tuo amore e dalla tua forza. Perché tu sei davvero forte, mammina, oggi più che mai. Lo sento che stai lottando per me, che resti immobile sul divano sbaciucchiando il mio fratellino cercando di non farmi far male, lo sento che sei determinata a fare di tutto per tenermi stretto e al sicuro, mi dici di tenere duro, mi spingi a restare qui, e io ci sto provando, davvero, mi sto aggrappando con tutte le mie forze a te. Mi senti mammina?

17/03

È sempre più difficile… sono debole, non riesco a rimanere fermo dentro di te, so che tu non ti sei ancora arresa ma, mamma, se non riesco a resistere ci deve essere un motivo. Tu sei tanto saggia, lo sei tanto più di me, so che hai fatto quelle cose del sangue che ti hanno detto che sì, io ci sono, ma sono troppo debole per crescere, quindi dovresti cominciare a lasciarmi andare. Ti ho sentito piangere stamattina presto al bagno.
Cosa è successo mammina? Hai dolori? Senti male? Forse è solo il tuo cuore che soffre, lo sento urlare, in silenzio, per non farti sentire da papà e dai miei fratellini, immagino il tuo sorriso davanti alla preoccupazione, la tua voce che cerca di essere normale, ma io ti conosco, sai? Sono qui da pochi giorni e già so ogni cosa di te. Un giorno poi lo dimenticherò, lo so, me lo dici sempre che quando uscirò da qui non avremo più gli stessi pensieri, ma intanto io sento ciò che senti tu, ed è un’immensità che mi travolge.
Ti ricordi la prima volta che mi hai parlato? Era mattina presto e tu hai avuto voglia di polpettone, e mentre lo mangiavi mi hai salutato, mi hai detto «Benvenuto fagiolino, sei un piccoletto molto fortunato, perché arrivi in una famiglia felice e piena d’amore…» ma tanto io lo sapevo già, mammina. Come sapevo il tuo nome, perché in ogni momento della giornata vieni chiamata da qualcuno dei miei fratelli.
«Mamma, mamma, mamma!»
Quante volte al giorno ti ho sentita dire quella frase…
«Ah! Se avessi un euro per ogni volta che sono stata chiamata mamma!»
Mi fai così ridere, sei proprio simpatica e non sopporto di essere io la causa di quegli occhi sempre lucidi e di quel dolore che ti ferma il respiro.
Oggi andrai dal medico e so che non vorresti andarci, so che vorresti ancora un po’ cullarti nell’idea di avermi con te. Mi dici che non ce la fai più, che eri già tanto stanca e che non sai come poter sopportare questo squarcio che ci divide. Hai così tanto amore da dare e così tante preoccupazioni. È un brutto periodo per te, lo so, e allora forse sarebbe quasi meglio se io non ci fossi, almeno potresti concentrarti per una volta su di te, cercare di guarire, provare a risolvere i problemi. Tu però non vuoi sentire ragioni, mamma testarda, sempre gli altri al primo posto, anche quando “gli altri” sono solo un minuscolo fagiolino con un micro cuore che batte, e batte solo per te.

Ieri in televisione c’era uno di quelle serie che ti piacciono tanto, e un dottore diceva: «Non piangere perché è finita, sorridi perché è accaduto»
È così mamma, smettila di piangere per tutto questo sangue, io non sono questo, sono dentro di te e se non arriverò alla fine resterò qui comunque, già lo sai, mammina, già ci sei passata, in un angolo del tuo cuore immenso c’è anche un altro fratellino, quindi asciuga quelle lacrime, fai la brava, gli altri hanno bisogno di te.
Ecco, così, sorridi, mi piace questa canzoncina che mi canti, parla di stelline che brillano, e a me sembra quasi di vederle, anche se non so come sono fatte, non conosco ancora il mondo, ma deve essere un luogo fantastico a sentire te, con il sole caldo, la neve fredda, il cielo grande, il mare che ti culla, le risate dei bambini, gli alberi da abbracciare, i prati per correre dietro a un pallone.
Mi piace quando mi racconti che grande calciatore diventerà mio fratello e che, anche se ormai è più alto di te, nel tuo cuore è sempre un fagiolino minuscolo. Adoro anche sentire la voce di mia sorella, sembra un po’ la tua. Chiacchiera, chiacchiera e chiacchiera, come te, dici che ti somiglia tanto, quindi deve essere bellissima, perché pure se non ti ho mai vista ti immagino meravigliosa, la cosa più bella che esista al mondo.
Ora però sono stanco, mamma, provo a riposare, tu lasciami tranquillo e, soprattutto, lascia tranquilla te stessa.
Non dipende da te, mammina mia, altrimenti saremmo già insieme, sarei tra le tue braccia calde a farmi cullare dal tuo amore. Ma non dipende da noi, e io sono sempre più stanco…

Mamma… mamma! Rispondimi! Perché non parli? Sei sdraiata sul pavimento del bagno da più di mezz’ora, stai male? Li sento anche io i dolori, mammina, sento le contrazioni, qualcosa che mi strappa via da te, soffri tanto? Non piangere così mamma, urla se vuoi, arrabbiati, ma non piangere così piano, sommessa, rassegnata. Lo so che ti senti dilaniata, lo so che vorresti solo addormentarti per credere che sia un incubo, ma non è così, sto andando via e, ora, puoi solo lasciarmi andare. Se continui a tenere le mani strette intorno a me, se continui ad abbracciare il tuo ventre vuoto ti farai solo più male.
Smettila mamma, comportati da donna forte quale sei e corri subito dal dottore, pensa a stare bene, pensa ai miei fratellini, pensa a papà, pensa a te – per una volta – solo a te.
E permettimi di andare via.

Ti amo tanto mammina mia, non lo dimenticare.

Epilogo

18/03

Non piango, amore mio, non perché io sia forte – come mi hai detto tu – ma al contrario, perché non ne ho più la forza. Mi scoppia la testa, il silenzio dentro me rimbomba come una valanga, travolge tutti i miei sentimenti e mi seppellisce, lasciandomi annientata.
So che dovrei ringraziare per la fortuna che ho ad avere i tuoi fratelli, ma tu già mi manchi, mi manchi così tanto, e non posso dirlo a nessuno, neanche a papà, perché non è possibile spiegare la magia che unisce mamma e figlio dal primo istante. Solo un’altra madre potrebbe capire, ma io non posso, non ho la forza né la capacità di raccontare questo dolore, lo squarcio che ci ha divisi.
Non parli più, amore mio? Mi puoi sentire ancora? Vuoi sentire ancora la ninna nanna delle stelline?
Mi sento sola adesso, senza di te.
I figli quando nascono ti lasciano un vuoto, la loro presenza riempie il “fuori” – e lo fa del tutto – ma rimane sempre una briciola di nulla, dentro… Il vuoto che hai lasciato tu, invece, fagiolino mio, è totale, assoluto.
Le contrazioni ancora mi feriscono ma il dolore fisico non è nulla rispetto al nulla totale che sento all’interno. Lo so che ce la farò anche questa volta, ci sono già passata, ricordi? Ma non vuol dire che io abbia dimenticato. Non ho dimenticato il tuo fratellino che mi ha lasciato come te. Perché una mamma non dimentica, non può farlo.
Ovunque siate, adesso.
D’accordo, piccolo mio, come vuoi, ti lascerò andare, il mio corpo vuoto lo ha già fatto, incapace di trattenerti. Penserò a me, a noi, al futuro. Senza di te.

Ti amo infinitamente amore mio, non lo dimenticare.figlio-nio2

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Metalli e gemme, lo skincare olistico si fa prezioso

La salute della pelle è influenzata da molte cose – la dieta, l’ambiente, la salute emotiva e gli ingredienti dei prodotti per la cura personale che si usa. Indipendentemente dal tipo di pelle hai, qualsiasi piano di cura della pelle olistico deve essere una parte di uno stile di vita complessivamente sano. sialPer la cura, l’utilizzo di materie minerali preziose si sposa spesso con un approccio naturale alla bellezza che tiene conto dell’equilibrio tra benessere psichico e fisico. Själ (a partire da 150€) è il brand skincare olistico che propone una famiglia di prodotti “trasversali” e adatti a tutti i tipi di pelle. Alla loro base, estratti naturali di piante, oro, argento e particelle di pietre preziose come zaffiro, perla, rubino, diamante, citrino, ametista,sfruttati anche per l’azione delle loro caratteristiche “bio-osmotiche”. Il percorso Spa completo prevede gesti che vanno dalla pulizia all’applicazione di maschere e creme con massaggi la cui efficacia è amplificata dall’uso di pietre posizionate su punti specifici del corpo per stimolare i flussi energetici. Jovees (a partire da 100$) è l’azienda indiana che da anni produce cosmetici basati sul potere delle erbe e degli ingredienti naturali, affiancati dalla più avanzata ricerca scientifica. La sua Gold Collection comprende un range di prodotti che vanno dallo scrub alle maschere agli idratanti passando per la pulizia profonda e stimolano il rinnovamento profondo delle cellule aumentando la lucentezza profonda del tessuto cutaneo. Infine Farfalla Essentials (a partire da 150€ per set), il marchio di cosmetica organica made in Switzerland, utilizza le gemme in base ai loro poteri equilibranti e curativi e li infonde in una collezione di Olii preziosi: Farfalla Gemstone Oils. Ogni prodotto sfrutta le specifiche proprietà terapeutiche e olistiche di diverse pietre preziose e ingredienti naturali, assimilandoli per colore e senzazioni olfattive. Ogni bottiglia contiene una piccola gemma per massimizzarne l’efficacia.

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Fresh Glow Luminous Fluid Base, iconico fluido base di Burberry

2016-01-19 18.03.561Sono una giornalista, madre di tre figli, aspetto british che vale a dire pelle slavata e occhi e capelli chiari… rende l’idea sul perché il mio aspetto sia sempre a metà tra la matrigna di Biancaneve e la nonna di Cappuccetto Rosso??? Resta il fatto che la mattina devo rendermi presentabile, quindi cerco di risvegliare la pelle tra pizzicotti e creme magiche. Ora, ieri pomeriggio arriva il corriere con una nuova pozione magica, Fresh Glow Luminous Fluid Base di Burberry, e stamattina mi sono messa all’opera in cerca del miracolo! Texture facile da stendere, profumazione delicata e luminosità radiosa, diciamo che già dall’aspetto non sembra male… il bello è quando la uso al posto della solita crema da giorno: certo non sono diventata Belle o Rapunzel, ma devo dire che ho il viso più disteso e luminoso, non grasso, con la pelle morbida e pronta per il trucco. Se non mi credete, ho documentato il tutto, come una adolescente, dunque basta parole direi, giudicate voi!
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Qualche idea d’uso…
Grazie a una composizione contenente oltre il 55% di acqua, la texture leggera scivola con una sensazione impercettibile e si può miscelare senza difficoltà. Non solo: iluminante multiuso, blocca all’interno l’umidità, idratando la cute e aumentandone la radiosità.

Come si usa? Ecco cinque suggerimenti:
1) Miscelare alla crema giorno per un’idratazione radiosa
2) Applicare sulla pelle pulita o già truccata per dare luminosità
3) Combinare con la base per dare radiosità alla pelle
4) Per evidenziare le aree importanti, stendere sugli zigomi, sul dorso del naso, sul mento e la zona sopra il labbro superiore
5) Miscelare con l’ombretto per creare un fondo iridescente di colore trasparente

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5 tips per un freddo top!

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1. Sì alle maschere nutrienti. L’inverno è il momento ideale per coccolare la pelle con maschere che rafforzino la barriera naturale dell’epidermide, idratandola in profondità. Prediligete maschere ricche al miele, alle vitamine, al collagene o con ingredienti attivi vegetali da applicare soprattutto di sera e, possibilmente, da lasciare in posa tutta la notte per un effetto urto.

2. Oli a go go. Nelle sere in cui non fate la maschera, proteggete e nutrite la vostra pelle con ricchi oli vegetali da applicare dopo aver scaldato poche gocce nel palmo della mano. Se avete la pelle grassa, non temete: gli oli si ‘mixano’ naturalmente con la vostra epidermide regolando automaticamente la produzione di sebo a seconda delle necessità.

3. Prodotti antirossore. Per il giorno, se la pelle è screpolata, puntate su creme specifiche lenitive e anti-rossore con protezione solare. Una dritta pre-make up? Stendete come base un sottile strato di primer di colore verde che ha la funzione di neutralizzare il rosso.

4. Barriera sulle labbra. Per una manutenzione ideale delle labbra, due volte a settimana fate un leggero scrub con zucchero e miele. Proteggetele sempre con balsami ad hoc, che contengano, ad esempio, burro di karitè, olio d’oliva e acido ialuronico dall’intenso potere idratante. Importantissimo, l’SPF che non dovrebbe essere sotto il 30.

5. Mani e corpo super morbidi e setosi. Per avere la pelle liscissima e idratata, ricordatevi di fare uno scrub settimanale (non serve solo d’estate!) in modo da evitare che si creino scepolature o zone eccessivamente secche. Come idratanti prediligete i body butter dall’effetto iper nutritivo: di karitè, di mandorle, di argan, all’aloe & affini.

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Pinturicchio, cronaca di uno scandalo

Un mondo di intrighi e sacri segreti, una donna dalla bellezza sublime, uno fra i papi più discussi della storia, un pittore unico ed un dipinto nascosto per secoli… Sembrano gli ingredienti perfetti per un romanzo campione di incassi, ma a volte, si sa, la realtà supera la fantasia. pinturicchio
Così, se si vuole in qualche modo far parte di questa incredibile storia, ora e per poco si può, a Cortina d’Ampezzo, nel Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, dove, dal 1 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016, ci viene raccontata nella mostra “Pinturicchio – Il Bambin Gesù delle Mani”, attraverso un percorso audiovisivo che accompagna alla visione finale di un dipinto unico per la sua singolare bellezza e prezioso per i materiali e per la trama della sua genesi.
Il quadro, di proprietà della Fondazione Guglielmo Giordano, proviene infatti da un affresco vaticano del Pinturicchio raffigurante una Madonna con il Bambino e papa Alessandro VI Borgia orante, e custodisce uno dei più scandalosi ed intriganti misteri del passato.
Ci troviamo in piena epoca rinascimentale, circondati dal lusso e da personaggi di indiscutibile fascino: Alessandro VI Borgia, uno dei pontefici più discussi; Giulia Farnese, emblema della bellezza rinascimentale e amante del papa, e ovviamente il Pinturicchio, artefice dell’opera in questione e pittore attivo alla corte vaticana sotto ben cinque papi.
Il pittore ritrae il pontefice al cospetto della Vergine, inginocchiato mentre accarezza un piedino del Bambino (da qui il nome del dipinto, poiché la mano è ancora oggi visibile nel frammento superstite). Tale gesto è inconsueto e quasi unico nell’iconografia sacra e porta dunque a supporre che il Bambino ritraesse in realtà la figlia del Borgia e della sua amante Giulia Farnese, il cui volto possiamo ammirare nelle sembianze della Vergine Maria. Ulteriore ed incredibile preziosità al dipinto è data dai particolari in lamina d’oro, lo stesso oro che l’esploratore Cristoforo Colombo donò al ritorno del suo viaggio alla scoperta del territorio americano.
Primo a parlare dell’incredibile affresco fu il Vasari nelle “Vite”, ma l’ipotesi era talmente scandalosa da risultare quasi incredibile e da essere tacciata di maldicenza.
Solo nei primi del Seicento il duca di Mantova Francesco IV Gonzaga, avuta notizia dell’esistenza dello scandaloso dipinto, colse l’occasione per schernire la famiglia Farnese e incaricò il pittore mantovano Pietro Facchetti di realizzarne una copia. Il Facchetti, introdottosi con uno stratagemma negli appartamenti vaticani riuscì a riprodurlo in una tela, destinata a rimanere l’unica testimonianza per i posteri dell’incredibile scena. Poco dopo, infatti, più precisamente nella seconda metà del 1600 papa Alessandro VII deciderà di far scomparire, per quanto possibile, ogni ricordo di Alessandro VI e delle sue scelleratezze, e una delle prime “vittime illustri” di tale determinazione è proprio l’affresco “blasfemo” degli appartamenti Borgia, che, per suo volere, viene distaccato e frammentato, affinché nulla si tramandi.
Ma, come in ogni romanzo che si rispetti, così anche e soprattutto nella vita i segreti meglio custoditi sono soggetti all’imprevedibile volere del caso; accade dunque che nel novembre del 1940 la principessa Eleonora Chigi Albani della Rovere e suo figlio Giovanni Incisa della Rocchetta, appassionato storico dell’arte, improvvisamente si trovano di fronte alla favoleggiata tela del Facchetti e solo grazie all’irripetibile coincidenza di aver riunite in una sola persona memoria storica familiare e specifiche competenze artistiche, si ritrovano improvvisamente in mano le chiavi per risolvere questo intricato giallo storico degno del miglior Dan Brown: comprendono infatti che due dipinti, raffiguranti un Gesù bambino benedicente e un volto di Madonna, da secoli in possesso della sua famiglia, sono proprio le parti superstiti del leggendario affresco realizzato dal Pinturicchio per le stanze vaticane!
Si arriva così ai nostri giorni, quando l’improvvisa ricomparsa del “Bambin Gesù delle mani” sul circuito antiquario internazionale e, da qui, il passaggio ai nuovi proprietari ed alla Fondazione Giordano, regala al mondo un’opera capolavoro che supera lo spazio e il tempo, approdato a Cortina dopo aver stregato il pubblico dei più importanti musei del mondo come il Guggenhaim di New York e il Musèe Mailloid di Parigi. La Mostra, carica di un grande significato storico e culturale “rappresenta un’interessante opportunità per chi nutre la volontà di accostare i valori del proprio brand a quelli dell’arte italiana, che da secoli si contraddistingue all’interno dello scenario mondiale.”, ha dichiarato il Prof. Franco Ivan Nucciarelli, curatore della mostra. “Un capolavoro del genere va condiviso e salvaguardato, e anche i privati possono dare un enorme contributo “, conclude Andrea Margaritelli, Vice-Presidente della Fondazione Giordano.

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Pelle perfetta… 1,2,3!

Con una buona routine quotidiana la pelle migliora. Lo sappiamo benissimo. Ecco allora una routine facile e veloce da seguire, ma altrettanto efficace. Per eliminare le impurità, avere sempre una pelle radiosa e tonica, e di conseguenza più compatta e con meno rughe.

Step 1. Detergere e pulire la pelle ogni sera. Con latte detergente o saponi delicati.

Step 2. Esfoliare ogni sera, ma delicatamente. Per eliminare ogni traccia di smog, make up e oleosità in eccesso. Basta un tonico o un latte leggermente acido.

Step 3. Idratare mattina e sera con una crema nutriente e antiossidante. Nella stagione invernale preferire creme più ricche che proteggono meglio la pelle dal freddo. Superati i 35 anni, stendere anche un siero viso prima della crema viso.

Per non sbagliare prodotti, provare il programma in 3 Fasi messo a punto da Clinique. Per ogni esigenza della pelle, diverse possibilità di prodotti tra cui scegliere, dai saponi alle schiume detergenti, dalle creme ricche a quelle fresche in gel per idratare.
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Elastico alla riscossa!

di Maida Rocci
Caro, vecchio alleato di tutti i nostri problemi, dalla detersione in bagno al bisogno on the go di legare i capelli… ebbene si, non era mai sparito l’elastico, ma ora è tornato alla grande! Nessun raccolto elaborato per nasconderlo ma, al contrario, acconciature studiate proprio per metterlo in risalto.
Codini, code alte e basse, treccine e (quelli che oggi chiamiamo) messy bun sono stati i tormentoni che ci fanno ancora sorridere al pensiero del periodo scolastico.
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Ma poi è arrivato il diktat di Carrie Bradshaw nella sesta serie di Sex and the City: nessuna donna che vive in città indossa un fermacoda. Parola della scrittrice più cool di sempre che al suo fidanzato Jack Berger, anche lui scrittore, non aveva perdonato la protagonista del suo libro che correva per le vie di New York con un elastico in testa.

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Ma nel 2016 la paladina delle tendenze dovrà ricredersi. E noi, forse, tornare un po’ bambine.
Come? Ecco tante le idee da mettervi in testa: fiocchi in raso in stoffa colorata. O, per le più semplici, un normalissimo elastico di plastica ma di colore differente dai capelli. Oppure, per chi proprio vuole apparire sempre al top, fermagli più elaborati. Ma sempre appartenenti alla stessa grande famiglia: quella dei fermacoda.

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White chic… colori eleganti e tagli lifestyle

Perfetti per la vita di tutti i giorni, esaltanti per l’aperitivo o la festa più esclusiva: i capelli della collezione Cosmopol di Raffel Pages, hairstylist spagnolo di innato talento unito ad una tecnica decisamente felice, raccontano la magia di tagli perfetti e di colori pieni e decisi, unita alla semplicità e alla portabilità delle acconciature.

Biondi ultraterreni
I biondi sono decisi, platino o miele, intensi e pieni, con effetti luce arcobaleno, moderni unicorni mitologici che regalano emozionanti vibrazioni e possibilità: di giorno accessibili e easy-to-wear, di sera acconciati e ultrachic!
Colorazioni senza mezzi termini, non c’è spazio per le indecisioni; per il platino la nuance è lunare e freddata dal blu delle radici, per il miele la delicata zona d’ombra ton-sur-ton della nuca si esalta nelle sfumature dorate delle lunghezze e nelle ciocche multicolori.

COSMOPOL 4

Uomo d’altri tempi
Bravo ragazzo o bad boy? Ciuffo sparato o Rodolfo Valentino? Mai si era visto un taglio uomo tanto versatile, che gioca con le lunghezze e le sfumature, mai sopra le righe, pulito e netto, estremamente definito e allo stesso tempo così variabile!

COSMOPOL 19

Lunghezze castane
Tre nuance di castano, che abbracciano le tonalità principali dal chiaro allo scuro, tre lunghezze definite, dallo short cut al lungo da favola: ce n’è davvero per tutti i gusti nella collezione moda più esclusiva della primavera…
Sciolti o mermaid braid? Lisci o messy? A voi la scelta: l’unico elemento essenziale è la luminosità e la maneggiabilità della chioma, ottenibile solo con prodotti professionali ed innovativi, ricostruttori e lucidanti della materia capello.

COSMOPOL 14

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